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L'approfondimento

Si fa presto a dire sake!

Testi e foto di Flavia Fresia

 

Quando si consuma?

Il sake è ideale in abbinamento al cibo, non solo giapponese ma anche italiano. Si può bere ben freddo, a temperatura ambiente o tiepido (ma è un peccato scaldare un ottimo sake, dicono gli esperti). La manifestazione milanese ha proposto diversi momenti di approfondimento della cucina e della cultura nipponica. Tra questi, la lezione sugli elementi base della cucina tradizionale tenuta da Graziana Canova Tura, autrice di nuemrosi libri sull'argomento.

Quali tipologie?

Sono sei le categorie in cui sono classificati i sake premium.

Junmai Daiginjo -  sake di puro riso, senza aggiunta di alcol distillato (junmai), grado di raffinazione inferiore al 50% (daijinjo).

Daiginjo - sake super premium, fermentato lentamente a bassa temperatura, con una piccola quantità di alcol aggiunto, grado di raffinazione del riso inferiore al 50%.

Junmai Ginjo - sake di puro riso, senza aggiunta di alcol distillato (junmai), grado di raffinazione inferiore al 60% (ginjo).

Ginjo - prodotto in maniera tradizionale con riso a un grado di raffinazione inferiore al 60% (ginjo), con una piccola quantità di alcol aggiunto.

Junmai - sake prodotto solo con acqua, riso (grado di raffinazione non definito) e koji.

Honjozo-shu - grado di raffinazione inferiore al 70% e aggiunta di alcol

Come si distinguono?

I sake si distinguono in base:

-  al grado di raffinazione del riso con cui sono prodotti (ridotto a meno del 50% del volume originario per i daijinjo, ridotto a meno del 60% per i ginjo)

- al fatto che siano puri (junmai) oppure che sia stato aggiunto dell'alcol distillato (honjozo-shu).

 

Si distinguono ulteriormente in base al tipo di lievitazione, al processo di lavorazione e al fatto che siano o no invecchiati.

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